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Gli acufeniCause di origine degli acufeniL'approccio terapeuticoAdattamento alla reazione e percezione |
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Il termine composto modernamente dalle parole greche 'akuo',"udisco", e 'phaino',"appaio", designa una sensazione uditiva anormale percepita da alcuni soggetti senza che vi sia eccitazione dell'apparato uditivo da parte di suoni che provengono da sorgenti poste fuori dell'organismo. La definizione tiene conto dell'essenziale caratteristica del fenomeno, cioè l'assoluta soggettività della sensazione uditiva, non provocata da una stimolazione fisiologica del recettore cocleare.Gli acufeni devono essere distinti dall'allucinazione uditiva (acusma), nella quale il malato crede di percepire suoni ben definiti, una parola, una frase, una musica, ecc. Tradizionalmente gli acufeni si distinguono in oggettivi e soggettivi.
Gli acufeni soggettivi, più frequenti, non dovuti ad una stimolazione acustica del recettore periferico o di altri segmenti delle vie cocleari, sono percepibili solo dal paziente. E' difficile poterne stabilire il meccanismo patogenico; si può ritenere che il rumore si origini in modo anomalo al livello delle cellule dell' organo del Corti. Questa irritazione può dipendere da disturbi vascolari (pressione alta ad esempio), labirintici o da cause infettive o tossiche (farmaci ototossici). Le terapie sono incerte e non sempre sono efficaci (in certi casi è sufficente asportare un tappo di cerume o eliminare del catarro) Attualmente gli acufeni vengono distinti in vibratori e non vibratori. I primi, che vengono trasmessi generalmente per via ossea, hanno una tonalità grave; i secondi, a cui si accompagna ipoacusia (causa conosciuta e curabile più frequente è l'otite catarrale), hanno una tonalità acuta.Gli acufeni possono avere caratteri estremamente variabili da soggetto a soggetto, e anche nello stesso soggetto. Di tonalità grave (getto di vapore, rombo di macchina) o acuta (fischio, tintinnio metallico), possono essere continui o discontinui. La loro intensità può essere lieve, tanto da essere percepiti solo nel silenzio (sono i più normali e diffusi), oppure, attraverso una gamma svariatissima, possono raggiungere un'intensità intollerabile, tale da impedire il riposo e da provocare nel paziente un senso di angoscia e di depressione (in questo caso si può intervenire con bromuri e tranquillanti). Gli acufeni
(vedi tabella) di cui non si conosce una causa sono i più difficili
da curare, i metodi proposti sono i più disparati (addirittura
alcuni ritengono di aver avuto benefici introducendo dell'orecchio un
batuffolo intriso di succo d'aglio !); per gli acufeni veramente invalidanti
la soluzione migliore è quella di utilizzare una protesi che emetta
un suono uguale a quello dell'acufene eliminandolo per contrasto di fase.L'audiometria
permette di determinare i modo approssimativo l'altezza e l'intensità
degli acufeni (acufenometria). Gli acufeni hanno per lo più tonalità acuta e sono spesso accompagnati da ipoacusia. Con l'esame audiometrico è possibile determinare la frequenza e la intensità di un acufene (acufenometria). |