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ADATTAMENTO
ALLA PERCEZIONE E REAZIONE
La presenza
di un qualsiasi stimolo continuo solitamente genera un fenomeno che viene
definito adattamento, meccanismo che permette agli individui di rispondere
progressivamente meno ad uno stimolo negativo non riconoscendolo più
come tale. Lo stadio finale di questo processo è quello in cui
lo stimolo non è più percepito ed i neuroni della corteccia
cerebrale diventano non responsivi a tale input. Questo significa che
non si percepisce più consciamente l'acufene anche se è
possibile, anche se è ancora presente ed udibile rivolgendo l'attenzione
ad esso. La TRT permette di raggiungere questo obbiettivo. Il processo
di adattamento richiede tempi lunghi sino a due anni, duranti i quali
l'acufene diventa progressivamente meno fastidioso, ma può essere
ancora percepito con le sue caratteristiche di rumore fastidioso. Questo
processo viene adattamento della reazione. Nelle fasi successive del processo
l'acufene scompare totalmente o per lunghi periodi o diventa un elemento
naturale del cosiddetto "suono del silenzio", ciò quella
serie di suoni e rumori che l'orecchio umano è in grado di percepire
nel silenzio assoluto. Se questo non avviene e l'acufene viene ancora
classificato come altamente fastidioso ed è necessario un periodo
di ulteriore terapia.
I MISCELATORI
I generatori
di rumore bianco che precedentemente erano chiamati "mascheratori"
hanno un diverso modo d'azione. Si pensava che essi fossero utili in quanto
rendevano semplicemente l'acufene non percepibile. Questo alla luce delle
nuove teorie è controproducente, in quanto qualcosa che non è
udibile non rende possibile il processo di adattamento che è necessario
per eliminare l'acufene. Provate ad immaginare di abituarvi alla presenza
di un animale che voi odiate (es. un ragno) semplicemente evitandolo.
I migliori risultati con i "mascheratori" possono essere ottenuti
se praticato somministrando il rumore bianco a bassa intensità
tale perciò l'acufene può essere minimamente udito. Il rumore
bianco contiene tutte le frequenze e perciò stimola delicatamente
le cellule nervose del gruppo subconscio, permettendo ad esse di essere
più facilmente riprogrammate o resettate sino al punto che l'acufene
non sia più udito. Inoltre riduce il contrasto tra l'acufene ed
il silenzio totale.
LE
PROTESI ACUSTICHE
Quando lacufene
si accompagna a una perdita di udito anche lieve, è opportuno applicare
invece dei miscelatori una coppia di apparecchia acustici. In questo modo
è possibile ottenere un duplice risultato: il recupero della funzionalità
uditiva e la stimolazione dellorecchio e quindi la riprogrammazione
dei centri superiori. Lapplicazione protesica deve seguire, però,
criteri specifici sia nella scelta della protesi come nella sua regolazione.
Per questo è importante affidarsi a un centro audioprotesico di
dimostrata esperienza nel settore acufene
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