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Gli acufeniCause di origine degli acufeniL'approccio terapeuticoAdattamento alla reazione e percezione |
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Attualmente la Tinnitus Retraining Therapy è disponibile in pochi centri specializzati: per qusto motivo in presenza di un acufene è necessario rivolgersi al medico Audiologo o Otorino specializzato in acufeni per effettuare una visita e tutti quegli accertamenti audiologici che consentano di formulare una diagnosi o di escludere la presenza di gravi patologie organiche di cui gli acufeni possono essere il primo sintomo. Una volta esclusa con certezza la presenza di particolari malattie ci si può concentrare sulla terapia sintomatica dell'acufene. Come si curano gli acufeni: non esiste nulla di più falso dell'affermazione, che anche molti medici fanno, " per gli acufeni non esiste una terapia" oppure " caro signore lei non ha nulla di grave, se ha un fischio se ne infischi.." . In realtà per gli acufeni esistono moltissime possibilità terapeutiche che vanno di volta in volta personalizzate sul singolo paziente. Non esiste una terapia valida per tutti i pazienti nello stesso modo ma è necessario, attraverso un colloquio approfondito ed una serie di accertamenti clinici, stabilire quale può essere lo schema terapeutico più vantaggioso per il singolo paziente. Una delle terapie più moderne che sono state recentemente proposte e validate in campo internazionale è la TRT, sigla che significa Tinnitus Retraining Therapy, ovvero terapia di riallenamento o di riprogrammazione. Questa terapia si fonda sul modello neuropsicologico ideato e messo a punto dal neurofisiologo Pawel J. Jastreboff, secondo il quale tutti i segnali presenti nelle vie uditive sono sottoposti ad un controllo o meglio ad un filtraggio attivo di tipo digitale prima di arrivare allo stato di coscienza. Queste reti neuronali sono situate a livello mesencefalico e si comportano come veri e propri filtri attivi programmabili.Il concetto di filtro attivo prevede che ciascun segnale venga, oltre che rivelato, anche sottoposto ad un'amplificazione o ad un'attenuazione prima di essere percepito dalla corteccia (diventare in altre parole sensazione cosciente) .Se uno di questi segnali, l'acufene appunto, determina un condizionamento negativo, attiva un meccanismo di allarme nel sistema limbico autonomo il quale sensibilizza al massimo il filtro sottocorticale per enfatizzare il rumore anomalo anziché contenerlo o sopprimerlo. Il condizionamento negativo che l'acufene provoca nel soggetto determina un'anomalia di funzionamento del filtro sottocorticale il quale amplifica l'acufene anziché attenuarlo. La terapia di riallenamento è finalizzata appunto alla riprogrammazione di questo filtro con la finalità di attenuare od eliminare l'acufene. Uno degli elementi fondamentali della TRT è costituito, oltre che dall'informazione chiara, scientificamente corretta e comprensibile, fornita al paziente, anche dai miscelatori ovvero da piccolissimi generatori di energia sonora che devono essere indossati dal paziente per alcune ore il giorno in entrambi gli orecchi. Questi strumenti non interferiscono con le normali attività della vita quotidiana ed erogano un'energia molto lieve che va ad interferire con l'acufene e può essere avvertita solo in ambienti silenziosi. La TRT, che non vuole in ogni caso proporsi come l'unica terapia valida per gli acufeni, ma che si associa validamente alle altre numerose proposte, deve essere prescritta impostata e seguita nel tempo da personale medico altamente specializzato dotato di solida formazione audiologica e neuropsicologica. Il trattamento dell'acufene si basa su una terapia di riadattamento e di riapprendimento. Una volta che l'acufene ha perso il suo significato negativo, per quanto rumoroso o sgradevole possa essere comincia a diminuire ed in molti casi può non essere avvertito anche per lunghi periodi di tempo. Riabituare il sistema uditivo ad accettare l'acufene come qualcosa di naturale e non come una minaccia od un segnale di allarme, non significa una vita di torture e disperazione, anche se necessita di mesi o anni prima che ciò avvenga. Questo riadattamento dovrebbe essere guidato da professionisti con esperienza in questo campo che agiscano in un gruppo multi-disciplinare. Per i soggetti con problemi ansioso-depressivi i tempi di riadattamento possono essere anche più lunghi. Il riadattamento non è semplicemente un esercizio astratto di apprendimento. La parte uditiva subconscia del cervello che si trova dietro l'orecchio interno, ma prima dei meccanismi che permettono la sensazione uditiva cosciente, possiede dei filtri (reti di neuroni) programmati per selezionare i suoni con un meccanismo di "necessità uditiva". Ripensiamo, a tal proposito, al modo in cui siamo in grado di sentire qualcuno che pronuncia il nostro nome, il clacson di una macchina od un bambino che piange anche in mezzo ad altri suoni molto intensi. La TRT riprogramma e riseleziona le reti neuronali che sono coinvolte nel codificare i suoni della vita quotidiana. Questi suoni anche se naturali diventano un problema quando sono identificati come una minaccia per la vita o per la qualità della stessa. Il riadattamento all'acufene ha come primo passo la conoscenza di ciò che può causare al momento il problema. Questa procedura consiste dapprima in un'accurata visita da parte di uno specialista audiologo, seguita da una precisa spiegazione di ciò che accade nell'orecchio interno e nel cervello quando si manifesta un acufene. Per tale motivo uno specialista che possiede la radicata convinzione che l'acufene sia un disturbo esclusivo dell'orecchio non può essere utile. Attualmente ci troviamo in una situazione di difficoltà riguardo alle modalità con cui gli specialisti affrontano il problema dell'acufene con la convinzione che esso sia dovuto ad un danno dell'orecchio interno piuttosto che a qualche cosa che può essere compreso basandosi sui modelli neurofisiologici proposti (Jastreboff P.J. 1990). Il concetto fondamentale della TRT è la necessità di comprendere che il rumore dell'acufene che può essere interpretato come stressante, in grado di alterare la qualità della vita e che non sembra finire mai è in realtà suono della "natura" che proviene da deboli segnali dell'attività elettrica delle vie acustiche che sono sempre stati lì. Con una appropiata informazione (o riadattamento) diretta del professionista possiamo cambiare la radicata convinzione che l'acufene sia un'esperienza minacciosa e spiacevole a cui non vi è rimedio. |